Scarti 4 (Repertorio dei matti della città di Parma)

Uno era il duca Ranuccio I Farnese. Quando nel 1618 il granduca di Toscana Cosimo II – diretto a Milano in pellegrinaggio sulla tomba di San Carlo – annunciò che avrebbe fatto sosta alla corte Farnese, Ranuccio si rese conto che a Parma non c’era un teatro in grado di competere con lo sfarzo architettonico della città toscana. Non volendo assolutamente fare la figura del duca di provincia, decise di farne edificare uno, ma il tempo era poco e i materiali pregiati, come marmo e graniti, difficili da reperire e trasportare in città. Venne perciò predisposto un progetto per un teatro ligneo, ma la visita del granduca venne annullata. Il progetto tuttavia non venne accantonato e circa dieci anni dopo il teatro venne finalmente ultimato, decorato con statue in stucco e affrescato in modo da riprodurre un “effetto marmo”. Ranuccio frattanto era morto e a lui era succeduto Odoardo il quale, per non venir meno alla tradizionale “grandeur” familiare, decise di inaugurare il teatro con una naumachia. Come prevedibile, una volta liberato dalle acque (ma non dall’umidità) il teatro ammuffì, con gran disappunto ducale.

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