Dramma ipocrifo in 5 atti

Se non è condiviso non è reale.

Se non è condiviso non è mai successo.

Se non è condiviso sarà forse pensabile?

Atto I. Non avrai altro dio all’infuori di Klout.

L’appuntamento era fissato per le nove alla stazione di S. Ilario, ma Ulisse non ci sarebbe mai arrivato. Lo sapeva da prima di partire, lo sapeva ancor prima di accettare l’invito della ragazza del treno, quella che ogni giorno incontrava andando al lavoro. La ragazza che gli aveva chiesto di dove fosse, cosa facesse e che gli aveva lasciato il suo numero di telefono, perché – no – lei non aveva un profilo social. Lei per quel mondo non esisteva. Per il suo mondo non esisteva. Esisteva solo fra le 6.58 e le 8.15 sulla linea Parma Bologna. Esisteva per un breve spazio e poi spariva inghiottita da una realtà impalpabile che Ulisse faticava a distinguere dal sogno.

Era bello parlare con lei. Richiamava alla sua mente un desiderio di esplorazione che credeva perso, parlava a una sua parte viva nascosta, parlava per desiderio di conoscenza e condivisione. Per questo aveva accettato l’invito, ma mentre la linea blu sullo schermo del navigatore si accorciava, poco alla volta aveva incominciato a provare qualcosa di strano, qualcosa di ancora inarticolato, una sensazione di smarrimento simile alla paura. Di lei conosceva solo il nome e il numero di telefono, i libri che aveva letto negli ultimi mesi, che si occupava di traduzioni commerciali per un’azienda di Bologna. Non sapeva quanti amici avesse, se fosse fotogenica, se fossero pochi o tanti coloro che la stimavano.

Perché lui si sentiva stimato. Con un klout di 76 e status che non scendevano mai sotto la soglia dei 40 like (anche perché sarebbero stati da lui stesso rimossi), con un costante flusso di messaggi in bacheca e di retweet, si sentiva sicuro e padrone del suo mondo. Un mondo fatto da influencer e persone di successo, da dinamiche relazionali che era in grado di decodificare. Lei non era di quel mondo e quel mondo non le interessava. Sarebbe stata all’altezza delle sue aspettative? Sarebbe stata abbastanza reale?

Ad un tratto, poco prima dell’uscita di Reggio Emilia, si era chiesto se quella ragazza fosse mai esistita, ma non aveva nessuno a cui chiedere conferme se non a se stesso. La paura si era fatta concreta e, uscito dal casello, aveva accostato in un’area di servizio appena fuori dall’autostrada.

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