Dramma ipocrifo in 5 atti

Atto III. La Profezia

Ti perderai Ulisse e non farai ritorno ad Itaca, ma non sarà per sete di conoscenza. Il consenso, il desiderio di piacere, di essere più di tutti come tutti, il più straordinario degli esseri normali ti tradirà. Costruirai nuovamente un ardito inganno, la tua immagine nel web – molteplice Ulisse, multiforme – ma nel ventre di questo cavallo resterai intrappolato. Vittima del tuo stesso inganno, novello nessuno, non riuscirai a liberarti. Chi vorrà condividere con te la tua vera identità? Chi sarà capace di vedere al di là del fitto ordito da te stesso intrecciato? Chi ti riconoscerà fra i tanti tuoi profili diversi? La rete Ulisse è reale più del reale stesso, chi ti crederà quando dirai il vero? E tu sarai in grado di riconoscerti, di credere a te stesso?

1732 amici, 2345 follower e fra di loro, in silenzio, si annidano i Proci. A chi ti potrai affidare, stanco, quando scenderà la sera?”.

Quanto tempo era trascorso? Forse mezz’ora, forse un paio d’ore. Si era fatto buio. Nella piazzola si erano fermate altre auto e altre persone si erano raccolte sotto la luce asettica dei neon. Qualcuno si era seduto a bere sul bordo dell’aiuola spartitraffico. La scusa del pieno di benzina o di una bibita al distributore automatico e qualche minuto ancora per non affrontare la realtà, qualche minuto ancora sulla strada, in uno spazio sospeso dove trovare pace. Come in corsa sulla tangenziale, dove puoi persino piangere senza che nessuno se ne accorga, come alle alle casse degli ipermercati, dove puoi fermarti e incontrare la noia, come nelle sale d’aspetto delle stazioni, dove puoi immaginare qualsiasi vita riflessa nel primo sconosciuto di cui incroci lo sguardo. Pur restando nel mondo.

Sentinella a che punto è la notte?

La notte è scandita da canzoni condivise in modalità silenziosa, da sequenze di 140 caratteri battuti al buio, lungo il ciglio della via Emilia, da chi ha accostato per un’improvvisa paura di solitudine. Per paura di poter scomparire. La notte è scandita da telefoni in mano senza numeri da comporre.

Sono tanti gli occhi che ti fissano Ulisse e non basterà un tizzone per accecare il Ciclope questa volta. Sono tanti e ti osservano, tu stesso li hai invitati. Saprai mostrarti all’altezza dei giudici che tu stesso hai scelto? Un Coro di like sancirà la fine di ogni atto, ma senza il Coro avrà ancora senso recitare su questo palcoscenico? Temi il giudizio Ulisse, ma senza giudizio altrui non sai vivere, non sai distinguere il valore di ciò che ti circonda. Hai desiderio di raccontare, di rispondere a nuove domande, ma non ricordi più come ascoltare, non hai desiderio di chiedere nulla a chi incontri”.

Sentinella a che punto è la notte?

Non avevamo una guerra da combattere, un nemico da sconfiggere, un sogno, un motivo per partire. Volevamo una storia da raccontare, ma non avevamo desiderio di viverla. Abbiamo modellato le nostre vite su una narrazione, guidati dal Coro. Il Coro commentava le scene, ciò che accadeva nelle vite reali. Il Coro ha costruito l’epica della normalità e anche noi volevamo disperatamente esserne parte. Siamo quello che mangiamo, che leggiamo, che guardiamo, siamo le persone che incontriamo, siamo figli dei nostri padri e delle nostre madri, siamo la terra da cui proveniamo, il lavoro che facciamo, siamo ciò che compriamo, ma non siamo nulla se non lo condividiamo. Siamo ciò che ci viene riconosciuto da giudici parziali che abbiamo eretto a guida. Siamo il commento alle vite che ci siamo costruiti raccontandoci.

Una ragazza ti aspetta in stazione. Uno sguardo vero, non mediato, una presenza e non un racconto, qualcosa di costruito a beneficio di un tuo bisogno. Ti aspetta e ti sfida Ulisse. Dov’è finito il tuo desiderio di esplorare? O forse preferisci la costruzione di una memoria preventiva, una Penelope rassicurante, da amare per ciò che rappresenta e non per ciò che è, da amare senza delusione, da amare per ciò che ti garantisce? Perché questo è il tuo mondo Ulisse, un’isola di amicizie che si auto confermano in un’interrotta sequenza di like. Approvazione. E se qualcuno ti delude basta distogliere il cursore. Poco per volta scomparirà dalla tua timeline, poco alla volta scomparirà dalla tua vita. Senza nemmeno il bisogno di cancellarlo. Un addio trascinato, a sangue intiepidito, che si misura nella mancanza di un gesto. Proprio come questa tua sosta”.

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