Dramma ipocrifo in 5 atti

Atto IV. Control. Alt. Canc.

Altre persone si erano avvicinate, ma nessuno sembrava far caso allo strano monologo della ragazza. Molti fissavano lo schermo del telefono, altri lo portavano alla bocca per registrare discorsi che forse qualcuno avrebbe distrattamente ascoltato. Senza interruzioni. Senza bisogno di un “passo e chiudo” finale. Conversazioni negate ed eternamente sospese.

Erano da poco passate le tre del mattino. L’aria era ancora immobile e sembrava che nulla, in quella stazione di servizio, fosse cambiato. Di alcuni luoghi solo pochi eletti possono apprezzare il mutamento: troppo breve l’osservazione, troppo distratto il passaggio.

La guardia giurata, passando ogni due ore, stancamente osservava la stessa scena che si ripeteva ogni notte. Viaggiatori con una meta già sancita, che differivano il ritorno.

Voce che gridi nel deserto, parlare ti costa fatica, parlare ci costa fatica. Non siamo predicatori, siamo profeti, ma non c’è alcun Verbo da annunciare. Dall’alto delle nostre bacheche lanciamo messaggi su cui nessuno ha il tempo di riflettere. Sui quali spesso non abbiamo riflettuto noi per primi. Non c’è redenzione, perché non c’è nulla da cui essere redenti.

Sopravviverai Ulisse, nella più totale indifferenza degli dei.

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