La corsa

[…] A vederlo attraversare i viali, se non fosse stato per l’andamento circolare di questa maratona – un eterno ritorno al punto di partenza – si sarebbe potuto pensare ad un inseguimento. Non parlava con nessuno e manteneva il suo ritmo. A chi – superandolo o venendo superato – gli lanciava lo sguardo complice dell’allenamento non rispondeva mai. Occhi a terra, una concentrazione assoluta: la ricerca della performance perfetta, il superamento del proprio miglior tempo, dei propri limiti di resistenza. La verità, schiacciata sotto le suole ad ogni balzo, era diversa: correva per non farsi male, fino a quando non mancava il fiato, fino a quando non strideva ogni muscolo. […]